Concluso nella notte l'interrogatorio del contabile Parmalat

«Così fabbricavamo i documenti falsi»

Fotocopie e fogli ricostruiti con lo scanner per accreditare 3,95 miliardi di euro alla Bank of America. In tribunale anche Bondi

MILANO - Si è concluso nella notte l'interrogatorio del contabile Parmalat che avrebbe ricostruito nel dettaglio la vicenda dei falsi documenti 'fabbricati' con l'uso di uno scanner (numerosi erano semplici fotocopie) per accreditare 3,95 miliardi di euro presso la Bank of America. Il contabile sarà nuovamente interrogato mercoledì con un suo collega, già sentito nei giorni scorsi, mentre si è appreso che le iscrizioni nel registro degli indagati operate dalla Procura di Milano sono «a vasto raggio», nel senso che riguardano quasi tutti gli amministratori, i sindaci e i revisori che hanno sottoscritto il bilancio 2002 (in tutto una ventina di persone). Prima del contabile erano stati interrogati come indagati due ex direttori finanziari di Parmalat, Alberto Ferraris e Luciano Del Soldato e come testimone un consulente legale, Gianpaolo Zini.

BONDI IN TRIBUNALE - In mattinata, si è presentato in Tribunale a Parma Enrico Bondi. Il neo-presidente di Parmalat ha avuto un colloquio con il pubblico ministero Antonella Ioffredi, che conduce le indagini sul caso. Secondo quanto si è appreso, Bondi ha portato un'ampia documentazione, giudicata preziosa dai magistrati. Al colloquio sono presenti anche gli esperti tributari della Guardia di Finanza.

DENUNCIA PER FALSO - Alcuni funzionari di Bank of America hanno presentato alla Procura di Milano una denuncia per falso in scrittura privata per il documento che attestava la presenza di 3,95 miliardi di euro in un conto della Bonlat, società off-shore della Parmalat, presso l'istituto americano. La denuncia è stata presentata formalmente dal legale rappresentante. La banca Usa è considerata del tutto estranea alla vicenda. Le indagini si concentrano, infatti, esclusivamente sui vertici Parmalat che sono stati iscritti nel registro degli indagati.
Tra gli indagati Calisto Tanzi, ex presidente e Ad di Parmalat, e Fausto Tonna, l'ex direttore finanziario.

23 dicembre 2003 Corriere.it

 

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