"Parmalat, una Enron europea"

 

ll responsabile dell'Economia ha espresso forti critiche
nei confronti "di chi doveva vigilare". Fini d'accordo
Tremonti al consiglio dei ministri

ROMA - Il governo ha fatto tutto quello che era nelle sue competenze. Ora la prima e più importante preoccupazione è quella di garantire la tutela dei risparmiatori. Con queste parole, secondo l'Adn-Kronos, il titolare di Via XX Settembre, Giulio Tremonti, ha commentato oggi, durante il Consiglio dei Ministri, il caso Parmalat.

Tremonti, nel corso dell'informativa, ha espresso forti critiche nei confronti di chi doveva vigiliare e non lo ha fatto. E avrebbe ribadito, invece, che il suo ministero e il governo hanno fatto tutto quello che era nelle loro facoltà.

Il responsabile del Tesoro, infine, a quanto si apprende, avrebbe parlato di "un caso Enron europeo" esprimendo la propria preoccupazione per l'attuale situazione e la necessità di capire perchè la vigilanza non abbia esercitato il proprio ruolo e come evitare che questo possa accadere in seguito". Dal canto suo, il vicepremier Gianfranco Fini ha condiviso pienamente l'analisi di Tremonti, apparendo in sintonia con la posizione del ministro dell'Economia.

E sulle parole di Tremonti interviene il vicepresidente dei senatori della Margherita, Natale D'Amico: "Il caso Parmalat diviene sempre più oscuro e preoccupante. Bene fa il Presidente della Commissione Finanze del Senato Pedrizzi ad annunciare un'indagine conoscitiva, anche allo scopo di comprendere cosa non ha funzionato, cosa ha vanificato il ruolo del consiglio di amministrazione, del collegio sindacale, delle società di revisione. Male fa invece il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti a riprendere vecchie polemiche, richiamando le inconcludenti e strumentali riunioni del Cicr (Comitato interministeriale per il credito e il risparmio; ndr) di alcuni mesi fa".

E secondo il segretario della Uil, Luigi Angeletti, il rischio per la Parmalat è che le banche "potrebbero smettere di sostenerla. Nonostante si tratta di un'azienda sana dal punto di vista industriale, i problemi finanziari possono determinare una crisi di fiducia con conseguenze gravi".

La Repubblica 19 dicembre 2003

 

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